Questo non è un post allegro. Chi cerca una risata oggi, non legga le parole che seguono.
Chi resta sappia che quello che sta per leggere è una piccola, personale, testimonianza di quello che di triste può accadere nel mondo del lavoro.
Una semplice testimonianza. Che non pretende di cambiare, ma solo di informare.
Perchè tutto mi si può dire, ma non che pecco di omertà.
Il dado è tratto. Ieri è stato l'ultimo giorno di lavoro.
Lo posso ufficializzare: ho lasciato il mio posto, impiegata tecnica per la sicurezza sul lavoro presso un'azienda udinese - contratto indeterminato PT 30 ore.
Detta così, è un'azione da folli.
E probabilmente lo pensano - anche se non lo dicono - tutti quelli che mi stanno intorno, vicini e lontani.
Con i tempi che corrono, la crisi e tutto il resto, l'ultima cosa che si dovrebbe fare è lasciare il proprio lavoro.
Bene, a tutti quelli che la pensano così, che si fermano al primo strato della questione, senza indagare più a fondo - per mancanza di tempo o confidenza - voglio spiegare
perchè.
Perchè si arriva a fare una scelta così drastica in un momento critico.