Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post

venerdì 16 marzo 2012

Grazie

Il bello di avere un blog è che puoi scrivere quello che ti passa per la mente con la libertà di un bambino che non ha paura di dire quello che ha in testa.
Con semplicità e libertà di espressione.
Senza paura del confronto, perchè quello che vuoi dire lo possono leggere tutti e lo possono commentare, se hanno voglia. Costruttivamente, cercando il dialogo, in uno spazio diverso, ma che spesso unisce nel dibattito.

domenica 4 marzo 2012

Heading to Milan and much more

Primo viaggio di amga-lavoro: si parte oggi pomeriggio, direzione Milano.
Solo io, che vi credete: i maschietti di casa avranno ben 3 giorni per distruggere la casa folleggiare in casa, senza la mamma rompina e precisina...
E, eh già, primo vero "distacco" dal pupo: devo ammettere, non sono preoccupata. Sono certa che se la caveranno alla grande! [ci aggiorniamo a giovedì, ndr]
E oggi, per festeggiare il grande passo abbiamo a pranzo i nonni Ida e Lucio.
Lo chef è già all'opera ai fornelli... ci aspetta un menù a base di pesce: pasta con sughetto di mazancolle, merluzzo al forno e contornini vari...
Yummie!
Buona domenicaaaaaaa!

venerdì 3 febbraio 2012

Mi piace pensarla così

Iniziare a lavorare in una nuova azienda è un po' come iniziare una nuova storia d'amore.
Mi piace pensarla così.

All'inizio della carriera lavorativa tasti timorosamente il terreno ed è come dare il primo bacio.
Può piacerti e ne serberai sempre il ricordo: il primo stipendio, la libertà conquistata come la dolcezza delle labbra tanto anelate.

Poi l'equilibrio si incrina, l'infatuazione passa, l'esperienza e la sicurezza in te stesso ti fanno capire che in quel rapporto c'è qualcosa che non ti rispecchia.
E con la leggerezza, l'incoscenza e l'audacia della gioventù magari lasci senza rimpianti.

Oppure può succedere che capiti proprio a te, innamorato fino al collo, di essere piantato. [Solitamente si tratta di contratti a progetto.] Pieni di speranze, pieni di illusioni, si rimane lì.
Allora o lo affronti con flessibilità (la parola più amata degli ultimi anni) o piangi calde lacrime di disperazione.

Passa il tempo e la maturità avanza.
La vita un po' colpisce e un po' scolpisce, modellando le volontà e guidando i compromessi.
Crescono in compenso le certezze di cosa può veramente realizzarti.
Esattamente come accade quando incroci uno sguardo e senti un brividino.
Quel brividino scatenato da quello sguardo.
E hai un presentimento. Che sia la volta buona.

Il primo presentimento lo ebbi quasi sei anni fa.
E oggi sono felicemente sposata.

In questi giorni mi sta capitando di nuovo.
Quella leggerezza d'animo dell'essere innamorata. Ma professionalmente.
Quella fuligginosa consapevolezza, che vuole rimanere tale per non tradire aspettative altrimenti dolorose, ma che dona carica, energia, emozione.

Mi sento proprio così: felicemente innamorata.
Di mio marito, of course.
E del mio - nuovo - lavoro.

Lasciamo al tempo l'arduo compito di decidere se sarà.
E alla fine dell'anno vedremo se questo sentimento, così inaspettato, sarà corrisposto...

lunedì 19 dicembre 2011

Sicurezza sul lavoro e sicurezza degli alimenti

Sicurezza sul lavoro e sicurezza degli alimenti.
Questo è ciò di cui mi occupo, da un po' di anni a questa parte.
Mi permetto dunque di fare un breve riepilogo di ciò che la normativa italiana impone, tra le tante cose, in materia di sicurezza.


giovedì 1 dicembre 2011

45 giorni

Questo non è un post allegro. Chi cerca una risata oggi, non legga le parole che seguono.
Chi resta sappia che quello che sta per leggere è una piccola, personale, testimonianza di quello che di triste può accadere nel mondo del lavoro.
Una semplice testimonianza. Che non pretende di cambiare, ma solo di informare.
Perchè tutto mi si può dire, ma non che pecco di omertà.

Il dado è tratto. Ieri è stato l'ultimo giorno di lavoro.
Lo posso ufficializzare: ho lasciato il mio posto, impiegata tecnica per la sicurezza sul lavoro presso un'azienda udinese - contratto indeterminato PT 30 ore.
Detta così, è un'azione da folli.
E probabilmente lo pensano - anche se non lo dicono - tutti quelli che mi stanno intorno, vicini e lontani.
Con i tempi che corrono, la crisi e tutto il resto, l'ultima cosa che si dovrebbe fare è lasciare il proprio lavoro.
Bene, a tutti quelli che la pensano così, che si fermano al primo strato della questione, senza indagare più a fondo - per mancanza di tempo o confidenza - voglio spiegare perchè.
Perchè si arriva a fare una scelta così drastica in un momento critico.